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Quando avere la pila fa la differenza! /2

Torce tascabili

Dopo la prima puntata, complice il tempo autunnale e il buio che inizia alle 6 del pomeriggio, procediamo nel viaggio un po’ “vintage” e un po’ “amarcord” attraverso le torce elettriche che hanno illuminato le mie avventure.

La mia prima torcia tascabile è stata Superpila M79! Carcassa in acciaio verniciato, proiettore e vetro di protezione in policarbonato, contatti in lega di rame. Funzionava con una batteria da 4.5V modello 3LR12 detto anche Pila Piatta o pila per lanterna.

Controllare la carica… con la lingua

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Allora avevo ragione!

Ogni tanto capita di scoprire che le proprie idee vengono applicate anche da altri, in genere con risultati migliori.

L’idea in questione è la seguente: è possibile collegare un inverter da 2.5 kW ad un pacco di batterie al litio per fare un generatore di corrente alternata portatile, sufficiente ad alimentare un appartamento!

Ebbene un prodotto commerciale simile adesso esiste!

Per farne cosa?

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Aggiungere due prese USB

La domanda da cui parto oggi è la seguente: perchè per alimentare un carica batterie da 5W devo consumare 35W? Ovvero, se collego il caricabatterie all’inverter, devo accendere l’inverter, e 30 W se ne vanno solo per tenere acceso quest’ultimo. Poi ci sono i 5W che servono per caricare il telefono usando il classico caricabatterie dell’iPhone. Capite bene che il rendimento di questa operazione è forse del 15%. Quindi dato che servono circa 10Wh per una ricarica, in realtà il consumo è di ben 70Wh. Pertanto, con il mio pacco di batterie gigante, posso forse caricare il telefono solo 15 volte. Se trovassi un modo più efficiente, potrei ricaricarlo ben 120 volte.

In uno scenario da prepper, potrei tenere attivo il telefono per 120 giorni, non solo per 15.

Aggiungere 2 porte USB

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