Un Powerbank da 100W? /1

Le nuove batterie 21700 e il nuovo standard USB Type C cambieranno la storia? Prima puntata.

Introduzione

Non so cosa dirvi, ma a me le batterie ricaricabili al litio piacciono proprio. In particolare le celle cilindriche, con formato 18650 (18 mm di diametro, 65 mm di lunghezza), come per esempio questo modello LG INR18650-HG2 3000mAh 20A, che trovate su Amazon:

Sarò stato contagiato da Elon Musk e dalla Tesla, o sarà perchè il mio primo cellulare aveva le pile al litio (ed era tra i primi ad averle), fatto sta che le trovo incredibili! Ho persino creato un canale Youtube, Low Battery, per raccontare le mie avventure con le pile al litio. Guardatevi il video del BBQ fatto usando le batterie!

Hanno cambiato la nostra vita, hanno reso possibili gli smartphone, tutti i gingilli che ci portiamo dietro ogni giorno, una nuova generazione di auto elettriche, che sono un balzo nell’iperspazio rispetto alla seconda generazione lanciata negli anni ’90, con accumulatori al piombo. Per chi non lo sapesse, la prima generazione di auto elettriche, datano 1900, prima dell’invenzione della ford model T e usavano gli accumulatori al piombo.

In una puntata precedente: “Mai più senza Powerbank” vi ho raccontato i miei personalissimi criteri per la scelta di un Powerbank ovvero di un pacco di batterie al litio da usare per ricaricare il telefono cellulare.

Ora vediamo perché potremmo chiedere a Babbo Natale un Powerbank da 100W

Cosa potremmo fare con un Powerbank da 100W

Ormai il tempo è maturo per ampliare l’uso dei Powerbank anche alla ricarica del computer portatile. Già adesso lo usiamo per caricare il cellulare, lo smartphone, la GoPro, il Kindle (sì anche il nostro Kindle Paperwhite), lo smartwatch, le casse bluetooth, l’orologio o il contapassi.

Infatti potrei usarlo per ricaricare il mio nuovo PC aziendale, che si carica anche tramite una porta USB Type C, oppure anche per un nuovo MacBook Pro. Il protocollo che permette questo si chiama Power Delivery, quindi il nome completo del collegamento sarebbe: USB Type C PD.

Quanta potenza riesce a trasferire un collegamento USB Type C PD? Fino a 100W, ovvero 5A con una tensione di 20V.

Cosa offre il mercato

Questo articolo trae spunto da una semplice domanda: esistono già sul mercato dei Powerbank in grado di erogare 100W tramite lo standard USB Type C PD?

Ebbene la risposta è sì!

Questo prodotto, chiamato Litionite Vulcan Plus promette 100W ovvero 5A a 20V.

Analizzando meglio il prodotto, sono rimasto colpito dal fatto che l’azienda Litionite ha una partita IVA italiana, ed è registrata a Senigallia, in provincia di Ancona. Non li conoscevo, ma hanno prodotti molto interessanti, potrebbe essere che sostituisco Anker? Vedremo.

Perchè solo adesso è possibile?

Come mai adesso si riescono a fare dei powerbank così potenti? Ci sono 3 fattori che si sono incastrati.

Al primo posto c’è lo standard USB Type C PD, che in pochi anni, a partire dal 2014, ha spinto i produttori di chip a produrre dei componenti dedicati ottimizzati per gestire questo livello di potenza, col risultato che il costo e la complessità di implementare un connettore USB Type C PD si sono ridotti

Al secondo posto, l’efficienza di questi nuovi chip, che non può che essere ben superiore al 90%. Non dimentichiamo che un sistema da 100W con un’efficienza del 90% ha bisogno di scaricare ben 10W di calore. Può sembrare poco, ma considerate che il Powerbank sta in tasca, o nello zaino, e a meno che non vogliate usarlo per scaldare il pranzo, è bene che la potenza dissipata non superi i 5W. Giusto per fare un paragone, la potenza dissipata da un essere umano è attorno ai 100W.

Al terzo posto dobbiamo considerare le batterie, specialmente quelle cilindriche tipo le 18650. Le loro caratteristiche nel tempo sono migliorate gradualmente, sia in termini di capacità che in termini di potenza erogabile. Ne hanno beneficiato per primi i computer portatili, che ora però le hanno sostituite con celle piatte, per costruire portatili sempre più sottili.

Ne hanno beneficiato anche altre applicazioni come per esempio sigarette elettroniche, torce elettriche, monopattini elettrici, bici elettriche, fino anche auto elettriche, ovvero Tesla, tutte alimentate da queste fantastiche celle.

Ma il vero salto in avanti è arrivato grazie ad un nuovo formato: le celle 21700.

Il solito Elon Musk

Nel 2016 Tesla e Panasonic hanno annunciato che la nuova Tesla Model 3 userà un nuovo formato per le celle al litio: il formato 21700. Cosa vuole dire il nuovo numero?

Il diametro passa da 18mm a 21 mm e la lunghezza passa da 65 mm a 70 mm. Perché queste nuove misure? Mi sfugge, ma se Elon Musk dice che questa è la misura ottimale per una cella cilindrica al litio, tendenzialmente ci si deve credere. Io riesco solo a capire che il volume passa da 16.540 millimetri cubi a 24.245 millimetri cubi, ovvero c’è un aumento del 47%.

E se non ci credete per fede in Elon Musk, considerate questi numeri: le migliori 18650 sul mercato arrivano a 3500 mA, le 21700 della Tesla Model 3 fanno 6000 mA. Ovvero con circa il 47% del volume in più fanno il 71% in più di capacità!

Nel giro di poco tempo, anche Samsung, LG, Sanyo, Sony hanno presentato la loro versione di cella 21700 e molto rapidamente sono state adottate sia per le Bici Elettriche che per le sigarette elettroniche.

Lentamente, stanno arrivando sul mercato anche le prime torce elettriche alimentate con le 21700.

Ma quanti sono 100W?

Fino a pochi anni fa la potenza disponibile su una porta USB era di soli 5W, mentre lo standard iniziale ne prevedeva 2.5 W. Io ho ancora un disco USB esterno che poteva funzionare solo usando due connettori USB in parallelo per raggiungere i 5W necessari. Certo stiamo parlando di uno standard presentato nel 1996, ovvero più di 20 anni fa, e adattato ampiamente a partire dal 2000. Forse qualcuno si ricorda ancora i mouse che si collegavano alla porta seriale con il connettore a vaschetta da 9 poli (DB9), e che furono poi soppiantati appunto dai mouse USB.

La vera esplosione dello standard USB come interconnessione energetica si è avuta grazie a Cina ed Europa che hanno forzato i produttori a garantire l’interoperabilità dei caricabatterie degli Smartphone. Forse ce lo siamo scordati, ma un tempo la ricarica di un telefono richiedeva il suo specifico caricatore.

Ma nel tempo, i 5W dell’USB non bastavano più, e sono nati standard proprietari, Apple aveva il suo che arrivava a 10W, Qualcomm ha fatto la serie Quick Charge QC1, QC2, QC3, e i cinesi hanno fatto il loro, ognuno cercando di aumentare la potenza disponibile, lavorando sia sulla corrente che sulla tensione.

Sembrava una babele di sigle e codici, fino all’arrivo sul mercato, praticamente solo l’anno scorso, di USB TYPE C PD.

Questa sigla dovrebbe portare equilibrio nella forza (la forza elettromotrice)

E se facessimo una simulazione?

Per oggi basta, la prossima settimana, vi propongo una simulazione in cui compariamo un pacco di batterie fatto con le 18650, con uno fatto con le 21700, analizzando tensioni, correnti e potenza dissipata.

Vai alla seconda puntata: Un Powerbank da 100W /2

Impressioni su Kindle Paperwhite

Amazon Kindle Paperwhite mai più senza?

Kindle Paperwhite, resistente all’acqua, schermo ad alta risoluzione da 6″, 8 GB – Con offerte speciali

Da qualche giorno sto usando il nostro nuovo Kindle Paper White, edizione 2019, ecco le mie prime impressioni.

Devo dire: “Mai Più senza?”

Non credo, avrei potuto raggiungere la pensione anche senza comprarlo e continuando ad usare l’app Kindle sullo Smartphone.

Però alcuni vantaggi ci sono. Ad esempio se i miei figli vogliono leggere un e-book, non sono più costretto a dare loro il mio cellulare, con tutti i vantaggi soprattutto quando non sono in ferie.

Oppure il contrasto e la leggibilità in spiaggia a mezzogiorno sono qualcosa di impossibile da raggiungere per un display normale.

Per non parlare dei 300 dpi, che lo mettono su un’altro pianeta rispetto ad altri kindle che ho provato.

Anche la leggerezza ha il suo fascino; tenerlo in mano non stanca.

E l’uso di notte? Non mi sembra male. Mia moglie lo ha usato senza problemi, mi sembra abbiano trovato un buon compromesso. Io ho notato un leggero fastidio, come se i caratteri non fossero bene a fuoco, ma forse sono io che devo andare da Salomoiraghi & Viganò per un paio di occhiali.

E la durata della batteria? Fantastica, è arrivato carico al 37%, lo abbiamo caricato solo dopo 3 giorni di uso estensivo. Estrapolando il dato, diciamo che ci potremmo fare anche 10 gg di uso intenso senza una ricarica. Il che vuol dire che non serve un nuovo caricabatterie per casa.

Un’altro aspetto impressionante è che aprendo la confezione lo trovi… acceso, ovvero trovi una sorta di messaggio di benvenuto stampato sopra, provi a toglierlo pensando sia un adesivo, ed invece non si toglie, è proprio scritto nel display.

Restano alcune perplessità.

La prima caratteristica che mi ha velocemente colpito è la… lentezza. Sembra un oggetto di altri tempi. Clicchi e non succede niente per diciamo 500 millisecondi, poi la pagina cambia. Certo ci si abitua, ma il primo impatto è stato poco piacevole, almeno per me. E pensate che ero preparato e me lo aspettavo, sapevo che appunto questo tipo di display, detto e-ink o carta elettronica consuma solo durante la modifica dello stato, e che la modifica dello stato è molto lenta rispetto ad altri tipi di display. Tra l’altro questa versione di kindle mi sembra sia migliorata anche sotto questo aspetto. Ricordo esperienze ben peggiori testando modelli precedenti comprati dai miei amici.

Sulla usabilità, o meglio circa la user experience a prima vista, si fa un poco fatica a capire come si cambia pagina, come si torna indietro, come si attiva il menù, ma anche in questo caso dopo pochi errori ci si arriva.

Passando poi all’uso quotidiano, la mancanza di un codice di blocco e di un lettore di impronte mi ha lasciato perplesso. Vuol dire che chiunque può prendere il mio kindle e vedere cosa sto leggendo. E se non volessi? Tranquilli, ci ho messo un paio di giorni ma ho trovato come si imposta il codice di blocco. Solo che poi per pigrizia non lo ho impostato e forse non lo farò mai.

Cosa mi sembra limitante?

Il pulsante di accensione, che si trova sul fondo, vicino al connettore micro-usb. Facile da trovare per accendere il dispositivo, ma più di una volta, appoggiando il lettore in verticale sul tavolo, l’ho premuto e il dispositivo è andato in blocco. Vista la latenza del dispositivo non ho colto subito la correlazione tra: “Appoggio il Kindle, Si Blocca il Kindle”; quindi per un paio di volte ho pensato ad una sorta di crash del sistema.

Altra mancanza, la WiFi! Ovvero il kindle si collega solo in WiFi, non in 4G, pertanto se vuoi un libro devi essere collegato alla WiFi e questo è ovvio, ma anche se stavi leggendo sull’iPhone e passi al Kindle per leggere lo stesso libro, devi essere connesso, oppure ricordarti a mente la posizione. Ecco diciamo che magari qui Jeff poteva esagerare e magari usare il Bluetooth per far parlare il mio kindle con l’app kindle sul mio telefono e da lì succhiare informazioni o andare on-line.

Inoltre ho trovato insopportabile è la lentezza nello scorrere tutti i libri della mia collezione. Sono 12 pagine di libri, non sono mai andato oltre la pagina 4. Il workaround è quello di usare la ricerca per titolo, ma se non ti ricordi il titolo o se vorresti sfogliare le anteprime alla ricerca di una idea per il prossimo libro da leggere, lascia stare, torna al tuo smartphone.

Inoltre, il colore mi manca. Io mi sono abituato a sottolineare il testo in arancio, vedere le sottolineature grigie mi intristisce.

Concludendo

Bello, si vede bene, ma ci si deve un attimo abituare, e non riesci a farci tutto quello che fai con l’app kindle sul telefono o su un tablet.

Inoltre il fatto di non avere accesso a internet potrebbe avere un lato positivo: non rischi di iniziare a leggere Kafka e trovarti a navigare su “100 cose che non sapevi – e stavi bene uguale” al primo sbadiglio.

Pertanto dico che vale la spesa.

Mai più senza PowerBank!

Una guida ragionata alla scelta di un Powerbank per l’estate

Ormai siamo pieni di dispositivi elettronici portatili che in qualche modo espandono le nostre capacità. Ma se la batteria finisce e non abbiamo accesso ad una presa di corrente? L’estate è tempo di viaggi, escursioni, o semplici scampagnate in posto nuovi, portare con sé un Power Bank non è una brutta idea, anzi, direi: “mai più senza PowerBank!”

L’antefatto

Durante una recente vacanza a Berlino con 3 amici mi sono portato il mio power bank Anker, acquistato nel 2015 per 32€. Certo non proprio un prodotto da venditore ambulante in spiaggia; su Amazon trovate anche prodotti sotto i 10€, ma comunque nemmeno troppo costoso. Ancora perfettamente funzionante dopo 4 anni, riusciva a caricare 2 telefoni con una potenza superiore al classico caricabatterie dell’iPhone, e soprattutto poi ne caricava altri due e altri due ancora. Insomma era difficile scaricarlo prima di ricaricarlo la notte.

Insomma, per le mie esigenze, direi che con il powerbank sono a posto! Infatti durante la recente epidemia di acquisti compulsivi che va sotto il nome di Amazon Prime Days, mi sono salvato.

Mi serve un Powerbank potente

Mentre oziavo sull’internet (o interdet…) mi arriva un messaggio da una mia amica che mi dice: “Voglio una batteria potente come la tua, per caricare 2 telefoni contemporaneamente e che non finisca mai”

Vista la mia simpatia per il marchio Anker, non ho avuto dubbi… Anker Powercore+, con porta USB-C da 30W, praticamente una centrale elettrica tascabile!

Diciamo che la risposta non si è fatta attendere e non è stata positiva! Il costo era troppo alto! Ma io che c’entro? Vista la richiesta, non avevo dubbi, ho scelto il toppissimo!

Resto convinto che questo sia uno dei prodotti migliori sul mercato, sebbene sia disponibile in Amazon da Marzo 2017, il prezzo sia oggettivamente alto e probabilmente entro un anno o il prezzo o il prodotto verrà aggiornato.

Riparto con la ricerca

Con mia sorpresa ho trovato che il mio modello è ancora in vendita, esattamente uguale a quello da me acquistato nel 2015, solo leggermente più economico, quindi ecco la mia proposta base per la mia amica:

Come proposta alternativa invece ecco la versione più moderna, più potente, ma anche più pesante e voluminosa, ovvero della serie Anker Powercore+, 3 porte USB potenti e 26800 mA di capacità.

Questo modello, disponibile da Gennaio 2017 è una sorta di versione semplificata del primo, quello da 99€ ed è quello che la mia amica ha comprato.

Sono sicuro che si troverà bene.

La leggerezza conta, secondo me

Se volete la mia opinione, io credo che nella scelta vadano messi 3 parametri:

  • il budget di spesa
  • il peso
  • le funzionalità

Ovviamente al primo posto il budget! Se uno è disposto a spendere 50€ non ha senso che scelga un prodotto da 100€. In questo caso, se volessi un Powerbank che possa anche ricaricarmi il computer, forse è meglio rinviare la spesa a momenti migliori oppure aspettare che la curva di adozione dell’USB-C porti i prezzi a calare.

Ma al secondo posto, il peso secondo me è essenziale. Essendo un prodotto destinato a stare nello zaino, avere un oggetto da 590 grammi (Anker Powercore+ 26800) non è come averne uno da 331 grammi (Anker Powercore 20100).

Quanto alle funzionalità, se la possibilità di caricare 3 telefoni contemporaneamente alla velocità massima è un plus, allora ben vengano i 260 grammi in più.

Naturalmente la gamma di prodotti Anker è ben più ampia. Se volete farvi una idea, la trovate al link sottostante.

Pagina dei prodotti Anker

Dimenticavo

Ma se andate in vacanza e vi portate una centrale elettrica in tasca, poi vi ricordate di prendere 3 cavi per collegare 3 telefoni?

Ecco recentemente ho comprato un cavo per iPhone a 90°. Cosa vuol dire? Vuol dire che se uso il telefono mentre lo carico non ho il cavo sporge per alcuni centimetri, con il rischio che faccia da leva e rompa il connettore o il telefono. Io ho comprato questo boundle di AUKEY, uno rosso e uno nero, giusto per distinguere il mio da quello di mia moglie:

Ma il fatto che anche il connettore USB sia a 90° non va bene per l’uso di 3 cavi con il Powerbank. Comodo a 90°, ma solo dal lato del connettore Lighting dell’iPhone. Ecco quello che potete trovare su Amazon:

Cavi iPhone a 90 gradi

Amazon Prime Days 2019

Nel mezzo del cammin della vacanza… vennero i Prime Days!

Incredibile come la frenesia di fare acquisti scontati su Amazon pervase tutto il nostro gruppo di genitori, abbastanza posati, alle prese con una vera crisi di shopping compulsivo!

Travolto dalla foga anch’io iniziai a scandire le offerte con brama, e con mio disappunto, dopo 1 ora non avevo ancora raggiunto la fine della pagina, ma il momento di fare colazione inesorabilmente era giunto.

E appena vedevo qualcosa di interessante, lo mettevo nel carrello, come Marcovaldo al supermercato (trovate il riassunto del brano di Calvino a questo indirizzo, è bellissimo).

Misi nel carrello di tutto. Piastre elettriche per grigliare, pompe per materassini, materiale elettrico vario, telecamere di video sorveglianza, lavatrici, aspirapolvere a batteria, pannelli solari, tappeti, calze, mutande….

Per fortuna mia moglie mi riportò alla realtà quando mi chiese: “Ma ci serve?”

Arriva l’idea giusta

Ma poi anche lei cadde nella trappola di Jeff Bezos vedendo una offerta sul Kindle Reader che desiderava da tempo.

Pertanto in men che non si dica intervistai i miei amici esperti in materia per dipanare la matassa tra Kindle, Kindle Fire, Kindle Paperwhite, versione 2019, 8GB, 16 GB.

Credetemi se cercate solo kindle su Amazon vi escono 200.000 articoli, potreste restare bloccati per anni nella ricerca, mentre l’ansia indotta dal timer degli Amazon Prime Days inesorabilmente cresce…

Nel frattempo la vita in spiaggia si riempì di pagine di giornali e di blog che ti dicevano cosa comprare in questo Valhalla dello shopping on-line, ma non mi distrassi, fermo come ero sull’obiettivo.

Alla fine ecco quale fu la soluzione ottimale:

Kindle Paperwhite, edizione 2019, 8 GB di pura cultura frantumata in piccoli bit, con retroilluminazione a Led, resistente all’acqua, in modo che se lo leggi in bagno e ti cade nella tazza, non si rovina, il tutto a 300 DPI.

Alla fine

Non restò che svuotare tutto il carrello, dal resto, operazione non facilissima, mettere il modello scelto, inserire come indirizzo di spedizione il campeggio ed aspettare con ansia il prezioso carico.

In realtà qualche problema ci fu nello specificare l’indirizzo di consegna. Non era credibile la mia richiesta di un kindle Paper White in campeggio, ma dopo una breve telefonata tutto fu sistemato.

E alla fine arrivò! Fu un vero affare? Ai posteri l’ardua sentenza!